Incontro alla stazione.


30-5-2007

Epoca indefinibile, un mix tra il primo dopoguerra e un futuro lontano, ambiente è cittadino.
Per dare  un'idea di come vedevo nel sogno bisogna prendere una pellicola dai colori sbiaditi con alcuni particolari colorati molto vividi.
La prima scena si svolge in una città, dove assisto alla costruzione di una casa ma quello che noto in particolare è che i macchinari usato non sono come quelli d'epoca o attuali,  assomigliano più a dei piccoli robot che aiutano gli operai. Noto una piattaforma vicino al muro di mattoni ancora incompleto, con vicino una grande gru simile alle nostre ma che sta eseguendo dei movimenti molto più veloci. 
Il braccio scarica sulla piattaforma una sorta di uovo largo, fatto in materiale che sembra ferro, con delle "zampe" per restare sollevato da terra. Uno degli operai si avvicina, apre una botola sul dorso e scarica del cemento (?) liquido. Osservo interessata che i movimenti dell'uomo e del robot sono in perfetta sintonia, come se quest'ultimo fosse vivo.
E' giorno, guardo il cielo e vicino a me c'è una persona amica (che non vedo)
Alza le braccia e con un gesto al cielo apre letteralmente le nuvole lasciando spazio ad un universo pieno di stelle. Penso, tra me e me,  che di giorno non si possono vedere bene quando, all'improvviso, diventa notte e i miliardi di stelle e pianeti prendono vita. Sono estasiata dalla visione, per me è un universo sconosciuto.
Durante l'intero sogno so che sto cercando qualcuno, mi sposto, parlo e chiedo informazioni per lungo tempo per giungere infine ad una stazione dei treni, molto grande, assomiglia a quella di Milano, stessa struttura in ferro.
Ora mi vedo in bianco e nero con una pettinatura primi novecento, capellino nero portato a lato, un cappotto doppiopetto beige, credo. Sono ancora alla ricerca, ansiosa di trovarlo, così mi siedo composta in una panchina. 
Osservo le tante persone che vanno e vengono ma improvvisamente posso sentirlo, posso sentire il suo bacio pieno d'amore e che corrispondo con sincerità.
Siamo stretti in un forte abbraccio e quando mi allontano, posso osservare i suoi occhi ancora chiusi che si aprono lentamente mostrandomi, una volta aperti, il loro colore misto tra azzurro e grigio. La forma è allungata, lo sguardo è profondo e il tempo viene a mancare. E' giovane, ha delle graziose lentiggini, porta capelli un pò lunghi di colore rosso che coprono parzialmente la fronte. 
Vedo sempre e solo il viso . 
Nessuna stazione, nessun rumore, solo io e lui. 
Sento che qualcosa è cambiato, ora ho la consapevolezza che, sebbene sembrasse un arrivederci, quell'incontro fosse un addio.
Quel ragazzo così limpido da sembrare un angelo resterà per sempre nel mio cuore.

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