Cambiamenti.



19-4-2015

Apro gli occhi. Mi vedo vestita da sposa e sono incinta di poche settimane. Rapita da un gruppo di mediorientali con me c'è una ragazza che sta sempre alla mia destra. (Ha il volto della strega Bonnie Bennet). Porta capelli lunghi neri, mossi e una maglia viola. Siamo sedute su un divano, posto nel lato lungo di una stanza rettangolare. Sembra un salotto. C'è una grande tavola di fronte a noi, delle sedie e nell'altro lato un grande mobile libreria. La porta d'ingresso è sulla destra e delle grandi finestre sul muro opposto. C'è una bella giornata di sole fuori, il cielo è azzurro. Sono seduta vicino alla finestra, sul divano e di fronte a me c’è un uomo dalla carnagione olivastra, pizzetto lungo la mandibola che arriva ai capelli scuri e corti. Vestito casual. Lo vedo sempre di 3/4. Gli chiedo perchè mi avesse fatto rapire (credo sia il capo) e lui comincia a fare un lungo discorso accorato, come se stesse parlando della cosa in cui crede di più, ma non ricordo nulla anche se so di essere stata molto attenta, tanto da essermi avvicinata leggermente per capire meglio le sue parole. Ne ricordo solo una: ISHTAR.

Cambio scena: stessa stanza ma orario differente. Fuori è buio,  entrano due ragazzi, sembrano fratelli dalla somiglianza, europei di provenienza. Biondi/rossicci, capelli corti, baschetto scuro in testa e occhi azzurri molto chiari. Uno si siede al tavolo dalla parte della libreria e l’ altro si affianca a me sul divano sgranando gli occhi e fissandomi come se vedesse qualcosa di incredibile. Lo guardo, non capendo la situazione e osservo bene i suoi occhi, sono umani, non vedo nulla di strano. Qualcuno che non vedo bene porta la cena in tavola che è in stile mediorientale, ovvero un grande vassoio con cus-cus verdure e cosce di pollo. Me lo porgono ma io rifiuto dicendo che sono vegetariana.

Cambio scena: siamo usciti sulla terrazza all'ultimo piano. Il panorama è mozzafiato: di fronte a me una distesa desertica con un grande fiume e molte piccole luci di una città sorta lungo di esso. Siamo molto alti, forse mi trovo in un grattacielo. Mi avvicino alla balaustra in stile arabo per osservare meglio, posso scorgere alti grattacieli moderni ma sono pochi ed elaborati nelle loro forme. Sono pochi però rispetto alla grandezza della città. Il cielo è stellato. Mi giro verso il tavolo dove credo ci siano anche gli altri ma non mi sembra di vedere tutti. Mi rigiro verso il cielo, sento un rumore sordo. Vedo qualcosa arrivare, è una sorta di missile diretto proprio verso di noi! “Tutti giù” avviso a voce alta. I presenti si allarmano e si abbassano come faccio io, il missile è dentro l’ area della terrazza, non cade, semplicemente si appoggia sul pavimento. Abbasso le braccia dalla testa credendo di sentire il botto e guardo con aria incuriosita l'oggetto. E' un piccolo missile blu, affusolato con delle alette che sembrano dorate, assomiglia ad uno di quei missili degli anni 50'. Dopo l'accaduto mi lasciano uscire in città con la mia amica (strega) scortata a distanza. Percorriamo tunnel di negozi con vetrine illuminate a giorno, gente, tanta gente. Le donne portano veli colorati in testa, questo mi conferma che siamo in zona mediorientale. Sono impaurita, voglio scappare ma la strega è scettica, le guardie ci sorvegliano potrebbe essere pericoloso. Ad un tratto vedo arrivare di fronte a noi tre uomini italiani, il trio Aldo, Giovani e Giacomo. Colgo la cosa come una possibilità di fuga così mi avvicino a loro e sottovoce chiedo aiuto. Spiego loro che sono stata rapita e che sono incinta (sono ancora in abito da sposa), Giacomo è l’unico che prende sul serio la mia richiesta.

Cambio scena: un luogo buio, non capisco dove mi trovo. Sono sempre in compagnia della strega, abbiamo paura ma una voce maschile sussurra di fronte a noi. Un uomo sulla trentina, capelli e occhi scuri, medio corti, viso umano, senza barba ed è di fronte a noi, ci rassicura dicendoci che c'è un modo per scappare. Vedo la sua mano che dal buio esce, tiene qualcosa sembra un piccolo cartoncino bianco, rettangolare con un disegno colorato sopra. Osservo bene. C’è un pianeta arancio/giallo  e del fumo nero che gli gira intorno come una galassia. Non presagisce nulla di buono e lo sento dentro di me. Guardo l’uomo, lui capisce il mio stato d'animo e mi dice: “con questa risvegli il drago e ci verrà in aiuto”. Nella mia testa un immagine devastante si fa avanti nel buio. Il fumo nero è il suo corpo e il pianeta (potrebbe anche essere una stella dal colore) viene stritolato dalle sue spire. Apro gli occhi e fisso l’uomo con terrore. Capisco che è l’ unico modo. Guardo la strega, poi l’uomo. Tutti sappiamo cosa ci aspetta. La carta viene attivata. L’unica cosa che sento ora nel buio, è il mio urlo.

Cambio scena: Apro gli occhi, delle alte mura di mattoni color sabbia scuro, sembra antico ed è di dimensioni ciclopiche. Anzi sono due con una strada in mezzo che porta alla luce, l’unica cosa che vedo è tanto sole oltre le mura. Il contrasto mi fa socchiudere gli occhi. Mi accorgo che sono insieme a diverse altre persone, tutti vestiti in maniera differente come se fossero state prese e portate li mentre facevano dell’altro.  Mi  guardo intorno, c’è chi è in piedi come me e chi è arrampicato a quello che sembra essere un cornicione sporgente in pietra bianca e posto ad una altezza non molto comoda per scendere. Aiutandoci in qualche modo ce la facciamo. Percorriamo tutti la strada verso l’uscita e la luce arrivando così ad un enorme spiazzo con vista sul mare. La luce solare è intensa, tutto è molto ampio, chiaro e spazioso. Osservo una balaustra elaborata come quella della terrazza nel grattacielo lungo tutta la strada che si affaccia al mare. Ora sono solo in compagnia della strega, passeggiamo tentando di lasciarci alle spalle quello che è accaduto (la distruzione?) cercando di capire dove siamo. C'è pochissima gente in giro. Nessun rumore di motori o di città. Guardo di fronte a me, vedo che il marciapiede si addentra verso degli stabili attraversando un giardino ben tenuto, con lampade vecchio stile e panchine. Due figure stanno parlando e scherzano tra loro. Quando mi avvicino mi accorgo che uno di loro ha aspetto mediorientale e li mi blocco, ho paura che mi riconoscano (sono ancora vestita di bianco). L’ amica mi rassicura che ora le cose sono diverse. "Vai, prova a camminare e non pensare a loro. Lascia che ti vedano per quello che sei". Quelle parole mi danno forza e mentre camminiamo sento i loro occhi addosso. Al principio sono colta ancora dalla paura poi riesco a lasciarmi andare e quello che sento è differente, non so descriverlo. Mi sento più luminosa.(come descrivere questa sensazione?) Ce ne andiamo verso una caffetteria dove entriamo e prendiamo da bere. Tutto normale tranne quando chiedo del bagno che mi viene negato perchè quello che vedo io è solo per altri (non capisco cosa mi dice) vedo gente entrare e uscire, ribatto ma poi mi sveglio.

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