Antiche origini.



02-08-2004

E' notte e sono alla ricerca di qualcosa, non ricordo di preciso ma so per certo che sono particolarmente incuriosita da un volo sopra a delle rovine antiche riconducibili a quelle Incas. Non sto guardando la televisione o altro, probabilmente è nella mia mente. 

Cambio scena: un bagno pubblico, forse in un centro commerciale, mi sto guardando allo specchio e noto delle leggere differenze dalla realtà. Porto un cappuccio nero, capelli raccolti e biondi, occhi più a mandorla grandi e completamente castani. Osservo attentamente, cercando di capire da dove provenissi per avere quelle fattezze e in quell'istante mi ritrovo a vivere quello che prima era un ricordo. Spettacolare! Come un uccello che si libra nel vento, osservo un'alba rosata che da sinistra illumina la terra sotto di me mentre il sole nasce. 
Grandi rovine di mura in pietra che capisco essere di una grande città che so (dentro di me) essere 
stata inondata. I raggi rosati creano giochi d'ombre mentre guardo estasiata. Sorvolo il centro di quella che era una città, comprendendo che le mura hanno una forma particolare ovvero quella di una testa d'aquila con ali spiegate. Mi impongo di osservare 
meglio per capire se sto sognando o no. E' proprio quella di quella forma.
Mi soffermo sulla testa dell'aquila continuando a fissare come se dovesse esserci dell'altro e improvvisamente, come se si fosse attivato un meccanismo, la testa si "trasforma" componendo la figura di un cavallo visto da sotto.
Sorvolo mentre osservo e penso.
Mi viene in mente che quando ho scorto il cavallo, nella mia mente è apparsa la mia figura riflessa allo specchio e realizzo che i miei occhi sembravano proprio quelli di un animale.
Giunta a questa conclusione mi giro e me ne vado.

Cambio scena: il bagno, ora in penombra, ha alla mia sinistra ci sono altri specchi e a destra c'è l'uscita. Quando mi sto girando a destra per uscire vedo una bambina piccola bionda, in piedi e da sola, rivolta verso di me.
Sovrappensiero la saluto e lei con flebile voce ricambia ma poi, il saluto si trasforma in una voce "demoniaca" molto profonda. In quell'istante mi blocco e lei/lui si trasforma fisicamente, si gira di 360°prendendomi e sbattendomi letteralmente addosso allo specchio. Mi arrabbio, molto ma sono anche impaurita. Sento una forza che vuole sprigionarsi da me ma la paura mi fa svegliare.
Una volta sveglia (letteralmente) penso che sono in grado di reagire e riaddormentandomi riprendo il sogno urlando tutta la mia rabbia.Ho un' altra forma, artigli e denti acuminati, un mostro di rabbia che si scaglia verso l'avversario e lo batte.

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