Io l’ho fatto, io lo aggiusto!


6 -11- 2016

E’ un luogo di allenamento, lo so dentro di me, vedo una grande stanza in pietra grigia con grandi portefinestre ma senza infissi. Oltre, c’è un giardino circondato da alte mura fatte della stessa pietra. E’ trasandato ma utilizzabile, vedo molti rampicanti secchi, foglie incolte, qualche erbaccia ma non è tetro. C’è una luce diurna ma non capisco a che ora della giornata siamo. Non è luminosa, forse c’è un po’ di nuvolo.



Ci sono io, il mio compagno e un piccolo drago nero, ci stiamo allenando insieme.
Il drago è grande circa una cinquantina di centimetri, completamente nero tranne il colore dei grandi occhi che è giallo.
In una scena, lo tengo tra le mani mentre mi guarda lasciando intendere un mix di emozioni miste tra amore e rabbia, Sento di essere molto affezionata a lui, è dolcissimo. Tutti e tre siamo legati profondamente.
Continuiamo l’allenamento  per uno scopo comune e il drago ce lo dimostra mentre volando velocemente schiva gli ostacoli. Nei suoi occhi c’è lo scopo.


In una schivata però sbatte erroneamente l’ala contro lo spigolo di un alto cassettone cadendo a terra. Il mio compagno lo raccoglie subito mostrandomi contrariato il legamento rotto dell’ala sinistra. Vedo bene la spessa pelle nera strappata da dove fuoriescono scosse elettriche blu e un cavo bianco latte rotto. L’elettricità esce sia dalla pelle sia dal tubo bianco. Lo guardo dispiaciuta e il mio compagno incalza dicendo “l’hai rotto, ora che facciamo?” colpevolizzandomi per qualcosa che in realtà non ho fatto in modo diretto. Lo guardo e con tranquillità, senza alterarmi, cerco di calmarlo fino a che non gli rispondo: “ non ti preoccupare, l’ho fatto io (il drago) io lo aggiusto!
Il sogno sfuma…


Note: Anche se l’animale aveva dei cavi al suo interno ero certa fosse una creatura vivente.

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