lunedì 6 febbraio 2017

L'energia canalizzata.


26-9-2013

Antico Giappone. 
Mi trovo in una grande sala con al centro un tavolo basso anch'esso di grandi dimensioni, l'arredo mi indica che i proprietari sono ricchi o nobili. Oltre all'ospite di casa ci sono io, il mio compagno e un uomo, di cui non ricordo l'aspetto, seduto vicino a me e che parla con l'ospite. 
Cortesia e rispetto sono di rito come si costuma in quell'epoca, poi si passa agli di affari.
Tutti indossiamo abiti tradizionali. Il mio compagno è molto attento a qualsiasi movimento nella stanza ed è seduto leggermente distante da noi. Sento dentro di me un legame con quest'uomo, sentimenti che non ricordo ma c'è della preoccupazione che monta quando le voci dei due si alterano. Abbasso la testa osservando le 6 pietre che ho posizionato sotto al tavolo, 2 grandi e turchesi 4 nere (o scure) tutte che rappresentano dei cubi grezzi. Le uso per canalizzare l'energia che vedo prendere forma e colore nelle mie mani e che direziono verso l'uomo. Mi alzo e vado nella terrazza che guarda il porto, è notte, tutto molto tranquillo e silenzioso. Improvvisamente una forte fitta al cuore mi fa voltare verso l'uomo che in quel momento stà guardando l'ospite strabuzzando gli occhi. In quel momento un movimento fulmineo colpisce l'uomo al torace mentre lo sguardo si voge sul mio che è terrorizzato dalla scena.
Il dolore che sento è sempre più forte e lancinante come se il cuore si stesse spezzando!
(il dolore mi ha svegliato e continuava anche nella realtà)
Richiudo gli occhi riprendo il sogno e urlo contro l'ospite che già da prima mi dava le spalle, il suono della mia voce è pura energia visibile in onde concentriche tanto forti da staccargli la testa. Mi dirigo dall'uomo, prendo le sue mani, un filo di vita gli permette di voltare la testa verso di me e stringere le mie...

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