Frammenti.




31-10-2004

A colori, molto nitido e suddiviso in 4 giorni (nel sogno)
Primo giorno.
Mi trovo in un castello, dopo varie vicissitudini e incontri, trovo il nascondiglio del tesoro. E’ un buco scavato in una colonna di mattoni con una scatola al suo interno. La persona che mi accompagna avvisa dell’imminente arrivo delle guardie, ci hanno scoperto. Senza perder tempo prendo due catenine riposte al di fuori della scatola e una specie di anello grezzo. Una delle catenine ha un pendente di forma piramidale, è un cristallo color rosa e bianco, l’altra ha un pendente in oro senza una forma riconoscibile. L’anello ha un piccolo foro per le dita ma non è liscio. Prendo poi anche la scatola e in fretta la appoggio a terra, la apro guardandone il contenuto: c'è una grossa raccolta di francobolli e buste bollate. Cerco qualcosa al suo interno che però non trovo perché vengo interrotta dai rumori delle guardie molto vicine. Scappiamo lasciando la scatola a terra.

Secondo giorno.
Mi trovo di fronte ad un grande orto con al suo ingresso un bancone e una copertura che fa da deposito. Sono con mio padre. Le varietà di frutta sono molte, coloratissime, di varie forme e dimensioni. Ci osserviamo intorno quando arriva una signora che dice di essere la zia del mio compagno e ci chiede cosa desideriamo. Possiamo prendere ciò che più ci piace ma io cerco delle zucche particolari che non trovo o meglio, ci sono ma non delle dimensioni giuste.

Terzo giorno.
Sono nella mia auto ferma al banco accettazione del carrozziere. Non c'è nessuno quindi esco e cerco qualcuno che mi aiuti. Trovo un operaio e gli chiedo se può aggiustare la mia auto, non ricordo quale fosse il problema. Purtroppo non può e anche se lui me lo dice con gentilezza, lo mando a quel paese…
Esco dal retro, passo attraverso il parcheggio pieno di auto e oltrepasso il cancello posteriore. La strada e il paesaggio cambiano completamente: ora vedo una piccola stradina asfaltata ad una corsia, con un doppio filare di alberi ai lati, campi e un piccolo fossato che ne costeggia il lato destro. La luce è soffusa, quasi una poesia. Cerco la direzione da cui sono arrivata costeggiando la carrozzeria a sinistra. In mezzo alla strada vedo con sorpresa, un grosso pollo che non si toglie al mio avvicinarsi quindi lo schivo ma incuriosita, continuo ad osservarlo. Si muove disorientato, non sa dove andare. Improvvisamente una bicicletta quasi lo investe ma lui, come nulla fosse, rimane sul suo posto. Decido di tornare indietro ad aiutarlo. Con un salto temporale, mi trovo davanti ad una grande gabbia con dentro il pollo che poi scopro essere una gallina. La gabbia è aperta, sto accarezzando le piume del collo mentre le parlo e con naturalezza mi risponde, in perfetto italiano, raccontando si è persa e l’unica cosa che ricorda è che proviene dalla provincia di Treviso. Un altro balzo temporale e mi ritrovo con degli amici ad un tavolo, la gallina è di fronte a noi mentre cerchiamo di indovinare il luogo esatto di provenienza dell’animale per farle tornare la memoria attraverso dei giochi. 
Io “forse è destino che troviamo da dove proviene, allora il numero a cui penso è 11 che corrisponde alla prima lettera del suo paese…” Mi osservo mentre conto sulle dita l’alfabeto che si ferma alla lettera M.

Quarto giorno.
Con amici delle superiori sono seduta ad un tavolo di un pub molto affollato, mi guardo intorno perché questo locale è famoso per le star dello spettacolo che lo frequentano. Una delle mie amiche balza improvvisamente in piedi “guardate chi c’è! È un famoso cantante soul…(non ricordo)”
Qualcuna la vedo anche io ma, ad un tratto, ne viene una dalla nostra parte, riconosco Tom Cruise. Sono molto felice e voglio un suo autografo e una foto così faccio per alzarmi dalla sedia quando vedo che è lui a venire da me e come se fosse normale, mi saluta. Le sue guardie non mi allontanano e noi due cominciamo a parlare amabilmente su vari argomenti. Io per prima rimango stupita di questa situazione, sembra stregato da me. Ci allontaniamo dalla folla e mi porta a ballare dicendomi che gli piace parlare con me (parla italiano). Torniamo al tavolo e chiedo ad una amica di farci una foto, ne scatta una mentre parliamo e una singola ciascuno mentre siamo abbracciati. La ringraziamo e quando mi giro vedo una bellissima donna venire nella nostra direzione. E’ Nicole Kidman e nuovamente emozionata sorrido visto che nutro per lei molta stima. La ritengo una delle donne più belle del mondo e cerco il modo di avere una foto anche con lei avvicinandomi. Lei sta cercando Tom e noto che si guardano, c’è ancora intesa tra loro. Come se improvvisamente fossi diventata una intima amica, mi vedo conversare con loro mentre si stringono e giocano come due giovani innamorati. Sono entusiasta nel vederli così teneri, lei vestita con jeans e camicetta, capelli sciolti e sorriso splendente, così bella. Non so per quale motivo, ma si cade nel discorso dell' ”amore nei garage”.  (inteso come sentimento nascosto, metropolitano, oggi così difficile che sia puro e farlo vedere alla luce) Lei mi guarda intensamente e dice “l’amore nei garage non esiste più” con tono fermo. Quando sento queste parole, rivolgo lo sguardo prima verso di lei poi verso di lui, ritorno su di lei e con sentimento le rispondo “non per voi due, c’è ancora la scintilla”. In quel momento ambedue sgranano gli occhi che diventano brillanti mentre si guardano con intensità struggente e senza parlare ma di comune accordo, lei si gira verso di me sorridendo e dice “manderò una donna a prenderti in questo luogo, verrai al mio  ………ale*”.

*Spesso durante i discorsi dovevo farmi ripetere le parole perché nel pub c’era confusione. Fatalità quest’ultima parola è stata detta quando ero molto stanca e non volevo più chiedere di ripetere.

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