La città bianca.

(Image font: https://j26design.deviantart.com)

8-12-2006

Mi trovo in una vecchia struttura industriale che somigliava a delle vecchie fornaci. Mattoni rossi facciavista, cupole, archi e volte nei soffitti. Scale in ferro e piccoli anfratti a volte rovinati dal tempo. Sono in compagnia di un uomo (lo riconosco come proprietario del complesso industriale) e di una ragazza che vuole acquistare una parte dell'edificio. Lui è molto carismatico, gli occhi sono scuri e profondi, capelli bianchi pettinati all'indietro, il viso magro con zigomi sporgenti e naso aquilino. Indossa un completo giacca e cravatta molto elegante. Movenze aggraziate. La ragazza al contrario è molto esuberante e vuole vedere tutto quello che è in vendita lasciandosi consigliare da me su quelle che potrebbero essere le varianti interne e il modo per rendere il tutto più suggestivo. 
Il luogo è molto grande  e ricordo che in uno dei locali ci sono delle decorazioni ancora funzionanti di Halloween (luci e automatismi) tipica decorazione festiva.
Tutti e tre ci spostiamo al piano superiore e la ragazzi ci lascia accordandosi per un prossimo appuntamento presto.
Cambio scena: visuale dall'alto, una città sul deserto che somiglia a quelle nord africane tipiche basse e chiare. Scendo di quota e mi ritrovo in piedi sopra ad un altopiano che mi offre una vista mozzafiato: una città bianchissima, la luce del sole luminosa come mai vista prima quasi surreale, nessuna nuvola che potrebbe offuscarla. Il cielo di un azzurro intenso puro che contrasta con il color oro delle dune di sabbia e il bianco della città. Appare dinnanzi a me come una visione un uomo che somiglia molto al carismatico imprenditore ma differiva per il colore dei capelli che ora è nero, più radi ma pettinati nello stesso modo. Stessi vestiti. 
Il vento caldo ci accarezza la pelle una sensazione meravigliosa, come una rinascita  e l'acquisizione di una consapevolezza completa.
Ci guardiamo per lunghissimi momenti negli occhi come se provassimo la stessa intensa emozione. Mi sento in pace.
Qualche attimo dopo mi prende la mano sinistra, con delicatezza mette la sua sopra e guardandomi ancora intensamente dice: "ricostruiremo le piramidi di Ghiza".
Quelle parole mi sono entrate come se fossero state pregne di energia  e mentre continuo a guardarlo negli occhi, comincio a lacrimare dall'emozione...è tutto così reale...

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