Sogno o realtà?


16-2-2018

Apro gli occhi e di fronte a me si erge una città bianca costruita alle base di due montagne rossicce a cono tagliate da una superstrada. Una città moderna ma trasandata.
Mi trovo perfettamente al centro della scena, il cielo azzurro contrasta con il resto dei colori e il sole è alto e molto luminoso alle mie spalle. Osservo bene i grandi palazzi, mi danno l'idea di essere in metallo verniciato di bianco, quelli più moderni hanno forme morbide, un paio però mi saltano all'occhio perchè gemelli uno per lato strada. Sono cilindrici, assomigliano a dei parcheggi multipiano con una copertura color metallo a leggermente a cono. Quello di sinistra è leggermente pendente verso la strada e noto che un lato è annerito, sembra una grossa bruciatura alla base che si è propagata verso l'alto. Gli altri edifici sono tutti palazzi alti costruiti sulle pendenze delle montagne. Mi stupiscono molto i dettagli che posso vedere, i colori e le superfici, i rumori di fondo, la luce e i riflessi, sembra reale. 
Lo sguardo si volta verso destra, mi accorgo che mi sto muovendo, capisco che sono su un veicolo in corsa. Noto un edificio più basso, sempre bianco, si sviluppa in orizzontale e presenta delle grosse tubature esterne che dal tetto piano scendono verso la base che però non vedo perchè la strada è rialzata. 

Cambio scena: Ora sono a piedi all'interno della città, da qui diventa un pò più difficile la trascrizione perchè ricordo di essermi mossa in diversi luoghi che non riesco a ricordare ma so di essere armata con una grossa pistola nera e di avere un pesante zaino nero sulle spalle. Ho pantaloni mimetici dai toni verdi e marroni. Sento degli spari lontano e mi muovo di conseguenza verso un ampio spazio tra alti palazzi dai toni di grigio, vedo molto metallo. Ora gli spari sono molto più vicini, la gente scappa e grida, i proiettili a volte mi sfiorano, posso sentire il sibilo nelle orecchie come fosse vero. Rispondo al fuoco poi entro nel palazzo che mi sta di fronte, c'è molta confusione, spari anche qui, feriti e gente spaventata che cerca riparo. Sparo e scappo ma è complicato. Entro in una stanza dalla forma allungata dove al centro c'è una lunga tavola apparecchiata, forse è un piano ristorante, anche qui la gente sta scappando ma stavolta nella mia direzione. Mi rimane molto impressa una donna a torso nudo, cerco di spostarmi per farla passare ma non c'è molto spazio, la conseguenza è che quello che vedo si imprime nella mente, tanto realistica e impressionante: il torso è completamente in carne viva come se fosse stata bruciata ed è protetta da una sorta di pellicola semitrasparente, le sue urla disperate mi entrano dentro, sto male, è una sensazione terribile. Dietro di lei i soccorritori anch'essi presi dal momento corrono ai ripari. Anche qui sono impressionanti i dettagli visivi e uditivi, il mio coinvolgimento è completo. Di sicuro so che io non ero un militare esperto ma probabilmente alle prime armi.

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