Incontro con un alieno.


18-12-2010

Un angolo di una città sconosciuta, dei cassonetti della spazzatura non molto lontano da me e qualcuno che ci butta dentro 2/3 corpi di diverse dimensioni e con un solo braccio. Sembrano morti e la figura che li butta è in ombra. La notte e l'assenza di luci non mi permette una visuale migliore. 
Uno dei corpi riesco a vederlo abbastanza da capire che è quello più piccolo e che indossa una tuta gialla, ricorda quelle spaziali un pò gonfie. Riesco a mettere a fuoco solo una cosa: le mani hanno 3 dita, unghie appuntite che sembrano quelle di un rapace dal colore grigio marrone.
Stop.
Sono a letto mi sveglio perchè sento dei rumori, forse provengono dal soggiorno, ho un pò di paura e tengo il braccio a coprire il viso aprendo gli occhi per sbirciare se effettivamente potrebbero essere dei ladri. Lo sguardo va verso la porta della camera che inizialmente è aperta (come sempre) e poi socchiusa (non so come mai), la vedo aprirsi piano, il mio cuore sta esplodendo. C'è veramente qualcuno! Non so che fare e resto immobile.
Vedo una parziale ombra scura che prima va verso il lato del mio compagno, sento che fa un rumore sordo tipo uno schiocco di lingua e lo sento molto bene, poi fa il giro del letto e viene dalla mia parte, sono paralizzata dalla paura. 
Posso vedere solo le sue gambe a pochi centimetri da me ma non ho più paura come prima anche se non voglio muovermi. L'intruso si accovaccia, perdo la cognizione del tempo, sembra mi stia osservando. In quel momento muovo il braccio che non uso per coprirmi spostandolo verso di lui e lui porge il suo braccio sinistro verso di me appoggiandolo sul mio torace. 
Ora è vicino alla mano che avevo lasciato cadere verso di lui e posso quindi toccare il suo avambraccio, la pelle al tocco è molto fresca, liscia nella parte inferiore con una morbida peluria in quella superiore. E' una sensazione strana come se costui fosse li per farsi riconoscere e sentire. Si muove, sento che porta la testa al mio orecchio e mi sussurra con voce molto calda e tranquilla "Grazie".
Come è arrivato se ne va. La sensazione è che sia accaduto realmente.

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