mercoledì 21 dicembre 2016

Risveglio dalla Matrix.


10-12-2016

Tutto inizia con un suono sordo simile al tono secco di una campanella metallica ma senza eco. 1°Don e parte per tre o quattro volte di seguito un suono simile alle rotelle dei numeri dei vecchi telefoni a filo. Poi un altro suono secco simile al piatto della batteria sempre senza eco e poi parte il classico  fischio del fax. Tutto questo letteralmente nel mio orecchio destro mentre stavo nella fase del dormiveglia. Ovviamente mi sveglio perché sembra tutto così reale e talmente anomalo che dentro di me parte un allarme emozionale, ascolto per qualche secondo i suoni della stanza da letto, non sento più nulla e cerco di riaddormentarmi. Un'immagine arriva subito  nella mia mente: sto volando, vedo una costa terrestre illuminata per la notte, molto grande, sicuramente una città molto grande. Il mare è leggermente mosso e il cielo in tempesta. All'orizzonte un temporale sta arrivando e le nuvole sono così movimentate e minacciose che mi fanno temere il peggio. Mi sposto verso l’entroterra (a destra). Le immagini cominciano ad essere strane, come se mancassero informazioni, i colori si smorzano e i contorni diventano semplici linee bidimensionali. Non c’è più la realtà che conosco ma un disegno bidimensionale quasi in bianco e nero.

Cambio scena: sono di fronte ad uno specchio, sotto un lavandino da bagno all'interno di una stanza poco illuminata. Mi osservo riflessa mentre sto togliendo qualcosa dal mio corpo. Inizialmente non capisco molto bene perché la mia visuale cambia da diretta a 3°persona (entro ed esco dal corpo). Di sicuro so di aver estratto un oggetto dalla forma di una noce, al tatto solido e liscio e di color metallico bianchiccio/azzurrognolo quasi trasparente con delle striature superficiali di un materiale differente, una sorta di guscio che proteggeva un interno più delicato e color madreperla. Noto delle scritte blu in alfabeto occidentale sulle strisce del guscio. Provo a leggerle e comprendo essere le istruzioni dell’oggetto. E’ un ABBATTITORE DI FREQUENZE. L’oggetto l’ho fatto uscire dalla narice destra. Un’immagine veloce mi mostra che anche un alto oggetto era presente nel mio corpo, sotto il braccio destro, vicino alle ghiandole ascellari. A fatica riesco a togliere anche quello. So che porto l’abbattitore ad esaminare ma non ricordo a chi.


Cambio scena: mi trovo in un area all'aperto, c’è luce crepuscolare. Noto una strada asfaltata che curva quasi di 90° e una grossa auto parcheggiata a lato, fuori dalla carreggiata. Capisco che l’auto è mia perché mi vedo scendere e camminare in questa sorta di mezzaluna rocciosa che funge da area di sosta. Mi osservo intorno e vedo che la terra e le rocce sono nere, alla mia destra un grande monolite roccioso consumato dal tempo si staglia sull'orizzonte azzurro. Mi avvicino e vedo uno strapiombo oltre alle rocce, sotto non si vede nulla, nubi basse coprono tutto. Ritorno sui miei passi inginocchiandomi per osservare da vicino il terreno e i sassi neri. Oltre a questi scorgo delle piccole aree con sassi cromati lucidi dalla forma molto arrotondata tanto che quando cerco di prenderne uno, non mi accorgo che alla mia destra ce n’è uno nero completamente liscio, nera e opaco con una protuberanza rettangolare. Quando la prendo mi accorgo che è una specie di casco dal design moderno con una specie di chiavetta USB inserita nella parte posteriore. Lo prendo e lo porto via insieme a una delle pietre cromate che avevo notato prima e che mi piaceva particolarmente. Me ne vado da quel luogo.

Cambio scena: Il casco riappare nel sogno in un grande garage dove ci sono parcheggiate 3 moto, la mia auto e un'altra auto più grande. Mi sto preparando per uscire in auto e c’è un'altra persona con me. Prendo il casco.

Cambio scena: Tanti libri di vario genere di proprietà di una persona di cui sono ospite. Sto cercando i miei quando mi soffermo su di un libro abbastanza grande rispetto agli altri che intitolava Lilith. Lo apro e osservo le immagini dalla grafica accattivante che rappresentano demoni e varie simbologie religiose inerenti alla sua figura. Sorrido mentre scorro le pagine perchè comprendo il reale stato delle cose e la loro palese falsità qui rappresentata.

mercoledì 7 dicembre 2016

Strana creatura.



7-11-016

Sto dormendo, è notte fonda. Improvvisamente apro gli occhi perché sento vengo solleticata da campi elettrici sul corpo che mi svegliano. Alla mia destra, nella penombra della stanza che in quella situazione era molto più luminosa, vedo una grande figura completamente scura. Riesco solo a cogliere alcuni particolari come le pieghe dei pantaloni marroni con un paio di grossi bottoni rotondi come se fosse una allacciatura, la testa che nella sommità è praticamente piatta, la mancanza delle mani e la curvatura della sua schiena.
Continuo ad osservarlo mentre allunga il suo braccio destro sulla mia testa toccandola e creando una forte scossa energetica. Poi tocca anche il mio compagno. Non sento paura, quasi certamente gli ho chiesto chi fosse ma non ho altri ricordi.
Come è arrivato, scompare. 
Qualche attimo dopo lo vedo rientrare mentre volando attraversa letteralmente il muro della camera rivolto di schiena. Come se qualcuno dall' altra parte del muro, gli avesse dato un bel calcio sullo stomaco! La scena l'ho osservata bene tanto che ho visto bene l’essere oltrepassare il muro diventando semitrasparente, poi per un secondo riprendere “colore” o solidità e prima di schiantarsi sul letto smaterializzarsi…

Cado profondamente nel sonno.  

Io l’ho fatto, io lo aggiusto!


6 -11- 2016

E’ un luogo di allenamento, lo so dentro di me, vedo una grande stanza in pietra grigia con grandi portefinestre ma senza infissi. Oltre, c’è un giardino circondato da alte mura fatte della stessa pietra. E’ trasandato ma utilizzabile, vedo molti rampicanti secchi, foglie incolte, qualche erbaccia ma non è tetro. C’è una luce diurna ma non capisco a che ora della giornata siamo. Non è luminosa, forse c’è un po’ di nuvolo.



Ci sono io, il mio compagno e un piccolo drago nero, ci stiamo allenando insieme.
Il drago è grande circa una cinquantina di centimetri, completamente nero tranne il colore dei grandi occhi che è giallo.
In una scena, lo tengo tra le mani mentre mi guarda lasciando intendere un mix di emozioni miste tra amore e rabbia, Sento di essere molto affezionata a lui, è dolcissimo. Tutti e tre siamo legati profondamente.
Continuiamo l’allenamento  per uno scopo comune e il drago ce lo dimostra mentre volando velocemente schiva gli ostacoli. Nei suoi occhi c’è lo scopo.


In una schivata però sbatte erroneamente l’ala contro lo spigolo di un alto cassettone cadendo a terra. Il mio compagno lo raccoglie subito mostrandomi contrariato il legamento rotto dell’ala sinistra. Vedo bene la spessa pelle nera strappata da dove fuoriescono scosse elettriche blu e un cavo bianco latte rotto. L’elettricità esce sia dalla pelle sia dal tubo bianco. Lo guardo dispiaciuta e il mio compagno incalza dicendo “l’hai rotto, ora che facciamo?” colpevolizzandomi per qualcosa che in realtà non ho fatto in modo diretto. Lo guardo e con tranquillità, senza alterarmi, cerco di calmarlo fino a che non gli rispondo: “ non ti preoccupare, l’ho fatto io (il drago) io lo aggiusto!
Il sogno sfuma…


Note: Anche se l’animale aveva dei cavi al suo interno ero certa fosse una creatura vivente.

Dopo il buio c'è sempre la luce.



6-10-2016

Una città che conosco bene, la mia città anche se la visuale non coincide con quella attuale. Le cupole del duomo si vedono bene attraverso le fronde degli alti alberi dai colori autunnali. Sono in una posizione più alta rispetto al resto della città, forse sulle mura. Guardo il cielo che improvvisamente diventa buio, gli aerei di linea vengono bloccati da questa oscurità, come immobilizzati in volo. Quando osservo meglio, comprendo che l'oscurità non son altro che migliaia di uccelli che volano compatti. Il sole viene oscurato mentre loro volano in formazione.
Poi tutto passa... ora è una bellissima giornata di autunno.
Con me vedo il mio compagno che si può muovere, cerco la macchina fotografica.
Non vedo nessun'altro.